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Sette Blog per Un Autore: Michele Mattei

 

Readers l’ospite di questa settimana, per l’iniziativa Sette blog per Un autore, ideata dal blog Gli occhi del lupo, è Michele Mattei!

 

 

Titolo: Ficana. L’ultimo banchetto

Autore: Michele Mattei

Data di pubblicazione: 08 giugno 2021

Editore: Horti di Giano

Genere: Romanzo storico

Pagine: 158

Link Amazon: https://www.amazon.it/Ficana-Lultimo-banchetto-Michele-Mattei/dp/B096TJMRTF/ref

Trama

La storia a volte non lascia traccia visibile. Questo è il caso di Ficana, celata per secoli ad occhio umano. La città è tutt’ora incastonata nella Terra Madre che la protegge e la custodisce gelosamente nelle sue braccia. Questo romanzo storico conduce le emozioni di chi lo legge nell’ultimo ventennio del VII secolo a.C., noto come periodo Orientalizzante recente, e racconta la vita di un popolo latino che si è trovato sulla via della conquista del mare da parte del re Anco Marzio. Un libro che parla di vita vissuta, di emozioni, di ricordi, narra di un’epoca, ormai andata, attraverso gli occhi di Priscos e Larthia, questi due personaggi distanti da noi, eppure così vicini e tangibili. Questo lo dobbiamo a Michele Mattei che, con la dovizia dell’archeologo e la fantasiosa passione dello scrittore, ha saputo fondere conoscenza e immaginazione, dando così la possibilità a tutti di poter assorbire il vivere dei ficanesi per quello che era, e che grazie a lui, sarà per sempre.

 

CONTIENE LA POSTFAZIONE DEL PROF. J.R. BRANDT

 


 

Intervista Autore

 

1) Chi è MICHELE MATTEI? Raccontaci qualcosa su di te.

Sono una persona che ha fatto tante cose nella vita. Mi ritengo poliedrico, in effetti i miei interessi spaziano molto. Sono catturato dalla magia della vita intorno a me, presente e passata. Sono una persona estremamente estroversa e bisognosa di rapporti sociali e comunicazione, che ama raccontare attraverso le parole, orali e scritte.

 

 

2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?

Probabilmente la spinta principale è stata data da quelli che nel percorso della nostra vita possono lasciare impronte particolari: i maestri. Non dimenticherò mai, in questo senso, i miei professori di filosofia di quarto e quinto liceo, persone capaci di aprirmi la mente in un modo incredibile e di farmi comprendere la vocazione verso il mondo umanistico e, di conseguenza, per i romanzi e il racconto.

 

 

 

3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?

Dipende, ci sono giorni in cui non dedico assolutamente tempo a questa attività e altri in cui ne sono assorbito per ore e ore. Devo dire che però, nonostante richieda un certo sforzo, ci sono momenti in cui le mani scorrono come fiumi in piena. Quelli sono i momenti da cogliere e da sfruttare appieno.

 

 

 

4) Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto?

Non è detto, di certo non metto musica di sottofondo o altro. Se però ci sono dei piccoli brusii o rumori di fondo, la cosa potrebbe essere addirittura gradevole.

 

 

 

5) I tuoi romanzi hanno delle colonne sonore?

Beh, sì, tutte da immaginare, come quella dei flautisti durante gli antichi banchetti, degli aedi che cantano raccontando storie. Ma c’è soprattutto la colonna sonora dei suoni della natura, forse la più bella.

 

 

6) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?

Sicuramente, tra i contemporanei, per la capacità descrittiva, Andrea De Carlo. Tra le sue opere preferisco “Tecniche di seduzione” e “Treno di panna”

 

 

 

7) Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché?

No, e non per retorica, ma semplicemente perché la durata dell’editing e l’attenzione posta a tutti i dettagli mi ha reso felice del risultato. Certo, sui finali l’idea del “e se…” viene sempre ma il libro è, in questo senso, un prodotto finito che va rispettato anche come frutto di un momento specifico nel percorso di un autore.

 

 

8) Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?

Probabilmente, se andassimo a scavare nell’inconscio, troveremmo in ogni personaggio degli appigli autobiografici o di conoscenze. Posso dire però che, per la descrizione fisica, c’è un personaggio particolare che corrisponde ad una mia amica: quello di Larthia.

 

 

9) Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?

Di cercare case editrici disposte a scommettere realmente sul suo talento, che non chiedano soldi né copie da acquistare obbligatoriamente all’autore. E poi… di lasciarsi guidare dall’arma più bella che abbiamo: la passione.

 

 

 

10) È il momento dello “Spot Time”. Perché i lettori dovrebbero acquistare questo romanzo?

Perché è capace di trascinarti con dolce delicatezza in un mondo del passato pieno di fascino.

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