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Sette Blog per Un Autore: Simone Colaiacomo

 

Readers l’ospite di questa settimana, per l’iniziativa Sette blog per Un autore, ideata dal blog Gli occhi del lupo, è Simone Colaiacomo!

 

 

Titolo: Gotico Italiano vol. 5 – Marroca

Autore: Simone Colaiacomo

Data di pubblicazione: 17 febbraio 2022

Editore: Horti di Giano

Genere: Graphic Novel – Gotico

Pagine: 92

Link Amazon: https://www.amazon.it/Gotico-italiano-Marroca-Vol-5/dp/B09HG19FYJ/ref

 

 

Trama

Quinto volume di Gotico italiano, che ci conduce in una toscana carica di credenze popolari, dove le streghe e gli eretici la fanno da padroni. Nel graphic novel scritto e sceneggiato da Simone Colaiacomo e illustrato da Kalico, è la Marroca la vera protagonista, la cui leggenda è legata alle acque di un lago della Val di Chiana e a qualunque gorgo che genera i suoi terrificanti mulinelli. Nel racconto nero d’impronta gotica, La settima anima, sarà invece una terra maledetta che sostiene un’abazia dove eresiarchi e streghe vi si nascondono, che sosterrà il legame tra il male e il bene, che non può essere tagliato in alcun modo. Tema sociale di questo numero è la dispersione idrica dell’acqua potabile.

 


 

Intervista Autore

 

1) Chi è Simone Colaiacomo? Raccontaci qualcosa su di te
Parlare della mia vita è cosa articolata, poiché ne ho avute di esperienze e ne sto facendo tuttora. Sono una persona che non si accontenta mai e cerca sempre qualcosa di nuovo che possa dare stimoli ed emozioni. L’aspetto artistico per me è centrale, al punto che tendo sempre a mischiarlo ai miei ambiti lavorativi, quando posso, in modo da stimolare sempre la creatività che ho in me e che vuole emergere prepotente. Dopo una formazione psicologica in ambito criminologico – che mi ha aiutato con i miei romanzi stile crime e coni profili di personalità dei personaggi -, ho iniziato a fare il formatore in ambito informatico dal 2005 fino ad oggi, ma l’arte mi ha sempre accompagnato anche come musicista (ho composto molti brani e pubblicato un album con la band progressive dei Karmablue, intitolato “Né apparenze né comete”, Atman Records, 2018) e polistrumentista (pianoforte, basso, chitarra, viola). Ma è come scrittore che sento di poter dare il mio meglio. Oggi sono editor ed editore di una casa editrice indipendente, sceneggiatore di fumetti e di film (ho collaborato di recente con il regista Luigi Scarpa nel cortometraggio IVI ELV uscito il 1 aprile 2022), speaker radiofonico e collaboro con varie realtà. E continuerò a scrivere per sempre.

 

 

2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?
Mia nonna aveva una biblioteca nel suo appartamento e sin da piccolo passavo ore a fantasticare in quella stanza, con libri che rivestivano le quattro pareti per intero, fin al soffitto, e sfogliavo pagine ingiallite e ammiravo il fascino di quei volumi con migliaia di nomi sconosciuti, a volte impronunciabili.
Sempre da piccolo, amavo scrivere versi e mi svegliavo di notte e appuntavo al buio la frase che mi era giunta inattesa per non farla svanire. Tenevo sempre un foglio e una penna sul comodino, ma poi finiva quasi sempre che la mattina vedevo parte della scritta sul lenzuolo, per la gioia di mia madre…
Le parole hanno sempre fatto parte della mia vita ed ho avuto la fortuna di avere anche sempre insegnanti di lettere uniche per il loro modo di insegnare e due genitori che mi hanno trasmesso il gusto della curiosità e della ricerca, stimolandomi sempre a scoprire il significato delle parole che non conoscevo, ricercandole sulla Enciclopedia Treccani che avevamo in salone.
Sono stato fortunato!

 

 

3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?

Nel dar vita ai miei testi mi ci diletto pochissimo, ormai, perché facendo l’editor e l’editore lavoro ai libri degli altri autori. Prima mi dedicavo a più libri contemporaneamente e poi, spesso li lasciavo e riprendevo a turno, in base all’impulso del momento. Parliamo anche di 5 libri in parallelo, cose da matti! Ultimamente le mie abitudini sono letteralmente cambiate a causa del lavoro. Quando decido di iniziare un libro ora lo faccio più o meno una volta l’anno e scrivo solo dopo la mezzanotte, quando smetto di lavorare (la mia vita mi fa lavorare anche 15 ore al giorno, weekend compresi) e di solito, in quelle occasioni, mi immergo nella scrittura come posseduto, realizzando romanzi di 300.000 caratteri in una ventina di notti, reggendo in quei giorni anche fino alle tre del mattino.
Alla fine, i miei occhi stanno fissi sui libri ormai costantemente.

 

 

4) Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto o ascolti della musica?
Amo scrivere di solito con un lieve sottofondo musicale, ma che non preveda parole nelle canzoni, poiché mi creerebbero distrazioni ai pensieri. Questo quando scrivo i miei libri. Quando svolgo gli editing, invece, riesco a gestire i rumori esterni. Sarà che quando scrivo il mio libro, come detto, vivo una sorta di assorbimento totale nella trama che sta formandosi e che di solito non mi programmo, perché amo scoprirla mentre la scrivo. So che un libro ha bisogno di un piano delineato o la trama potrebbe avere qualche difetto, ma di tanto in tanto do sfogo all’istinto e mi lascio prendere dal gusto della scoperta, perché in quei casi voglio divertirmi ed essere il mio primo lettore!

 

 

5) I tuoi romanzi hanno delle colonne sonore?
Arrivato a quasi 20 pubblicazioni tra romanzi, racconti, poesie, saggi e graphic novel, non saprei bene collegare un libro a una canzone o album. Dal 2004 ad oggi di musica ne ho ascoltata e suonata, quindi l’influsso di un brano può aver suggerito qualcosa a un capitolo o ad un altro.
Però posso dire che, ultimamente, sto inserendo molte citazioni musicali nei romanzi, facendo ascoltare specifiche canzoni ai personaggi. Quindi la colonna sonora potrebbe essere quella, che va dal progressive al rock, dal gothic al grunge, o ancora classica, jazz, blues e ogni altra suggestione che mi ha accarezzato in quel preciso istante, resa così parte integrante di quelle pagine.

 

 

6) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?

I miei autori preferiti sono, per l’ambito weird/gotico Howard Philips Lovecraft, per il gusto da esteta Joris-Karl Huysmans. Diciamo che il mio ideale letterario prevede una fusione tra i due.
Ovvio che ho letto di tutto e apprezzato molto, anche tra gli autori sconosciuti o contemporanei, persino qualche emergente. Ma la mia essenza letteraria l’hanno decisa in gran parte quei due signori che ho citato.

 

 

7) Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché? (Raccontacelo nei limiti dello spoiler)
Gotico italiano Vol.5 – Marroca” e il racconto “La settima anima” che segue il fumetto, dovevano essere esattamente come sono. Se parlassi di libri scritti 15 anni fa li modificherei volentieri, con l’esperienza maturata grazie al lavoro di editor, oggi ho una visione della composizione delle frasi completamente diversa. All’epoca non avevo neanche un editor che mi seguisse e che è una figura indispensabile se si vuole presentare ai lettori un libro leggibile.
Nessuno è immune all’errore e all’ego che condiziona certe scelte lessicali, e l’editor ripulisce i libri e li perfeziona. Naturalmente anche l’editor va scelto bene, non sono tutti uguali e adatti a un dato scrittore.

 

 

8) Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?
Nel graphic novel vi è Pietro, soprannominato Boccabella, come ho già detto in una delle recensioni di 7 Blog per 1 Autore, che era un vecchietto ubriacone che girava con la carriola per Centro Giano, il quartiere di Roma dove sono cresciuto, e spesso, da ragazzini, lo trovavamo sbronzo a dormirci dentro. Da qui ho voluto in qualche modo omaggiare questa figura bizzarra e alternativa rendendolo immortale. Purtroppo la sua fu una vita di dolori e stenti, non si diventa un senzatetto se non si è stati toccati da un trascorso di sofferenza.
Così gli ho dato, nel mio piccolo, un ruolo che rimarrà nella memoria di chi vorrà omaggiarmi con la lettura di Gotico italiano.

 

 

9) Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?
Non avere fretta, studia bene la trama, i personaggi, i tempi scenici, affidati a un editor esperto con cui deve esserci affiatamento, non accettare di pubblicare col primo editore che ti capita e valuta bene le opportunità che può darti, pur senza pensare che debba fare tutto l’editore. Soprattutto un emergente deve rimboccarsi le maniche ed essere sul campo a fare presentazioni, interviste, a cercare contatti ed opportunità, ad andare agli eventi, a proporsi. Non cercare solo l’idea di guadagno, cerca di far conoscere, all’inizio, lo scrittore che è in te. E soprattutto non pagare per pubblicare. Le case editrici che chiedono contributi non dovrebbero esistere, perché sono tipografie che speculano sull’arte nel modo più meschino possibile, ovvero ingannando la fiducia degli autori che, trovandosi ad una prima pubblicazione, si sentono lusingati dall’attenzione di un finto editore e poi, dopo aver sborsato qualche migliaio di euro, non riceveranno nulla in cambio.
C’è chi attende anni per un contratto editoriale serio. Intanto si può scrivere un altro libro e migliorarsi. Quando sarà il momento, l’editore giusto arriverà, stanne pur certo!

 

 

10)È il momento dello “Spot Time”. Perché i lettori dovrebbero acquistare questo graphic novel?
Ci sono libri che ti raccontano belle storie, altri libri che ti incantano, altri ancora che trasmettono un messaggio importante, e poi ci sono i libri che nascondono con dovizia, tra le righe, misteri e simboli che vanno scoperti.
Dove si può porre Gotico italiano non spetta a me dirlo ma devo lasciare questo – spero – piacere ai lettori. Chi percepirà il mio intento, sono certo che riceverà in cambio qualcosa di bello e speciale che ho nascosto tra le righe.
Altrimenti avrà visto un fumetto egregiamente disegnato da Kalico e letto due belle storie. Andare oltre il limite è quello che mi spinge a proseguire sulla strada dell’espressione artistica. Vivere per scrivere e donare qualcosa che scavalchi il tempo e lo spazio e getti nelle emozioni delle persone quel seme di rinnovamento sono i miei scopi di vita artistica e non posso tradirli. Mi auguro, poi, di poter avere un confronto con chi vorrà leggere i miei libri, perché non voglio smettere di crescere e perfezionarmi e il giudizio di chi legge è una ricchezza da cui non posso esimermi.

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